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...60 vite, per ora, sono state salvate!!!

In una giornata così tragica dove dolore, morte e distruzione hanno colpito la popolazione abruzzese e, attraverso i media, raggiunto le case di tutti gli italiani mai così vicini come in questo momento, è stato bello pochi minuti fa ascoltare le parole del Vigile del fuoco che pochi istanti prima aveva tirato fuori dalle macerie una ragazza ancora in vita e che, proprio in questo, trovava la motivazione per andare avanti, continuare nel lavoro e nell'impegno accanto a persone in difficoltà: è vero, forse sembrerà un controsenso, non vorrei passare per superficiale, i morti sono più di che 150, i feriti più di 1000 e gli sfollati a migliaia, ma sono momenti, questi, nei quali credo sia importante avere anche tanta speranza, trovare un modo per reagire e con coraggio andare in avanti, nonostante tutto, anche di fronte a tale immane tragedia.
E sapere che anche in questo giorno così nero, c'è un fragile raggio di sole, c'è anche un numero, seppur esiguo, che alimenta speranza e un minimo di sollievo per alcuni è un segno di fiducia immane che non deve essere tralasciato e sul quale non si deve sorvolare.
Trovo che in questi momenti la speranza nasce nel cuore della gente se il cuore della gente è toccato da altri cuori, se si avvia e ingrandisce quella rete di solidarietà e amore che è potenzialmente nel cuore di ogni uomo e della quale in queste ore abbiamo avuto infiniti esempi e testimonianze.
Anche Gesù, sulla croce, ha lanciato il suo grido disperato a Dio:"Padre, perchè mi hai abbandonato?"
Siamo fragili e lo siamo ancora di più quando siamo soli e viviamo nella solitudine: credo veramente che l'amore sia la forza capace di superare momenti come questi, linfa di nuova vita nonostante tutto, speranza per andare oltre il dolore, le perdite e la solitudine.
Con la speranza che questo possa rendere ognuno di noi più consapevole di quanto possa essere imponente e devastante la forza dell'amore, anche e soprattutto nelle singole esistenze di ognuno, e di quanto, in fondo, sia oltremodo più assurdo combattersi tra noi fino ad ucciderci, prego per voi, fratelli abruzzesi, perchè la vostra sofferenza possa essere anche nostra e che ognuno, nel suo piccolo, possa riuscire a fare qualcosa per renderla meno opprimente e più superabile.

Pubblicato il 6/4/2009 alle 23.20 nella rubrica Sociale.

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