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CULTURA
2 giugno: una festa di tutti gli italiani
2 giugno 2008


"La Patria non è un territorio; il territorio non ne è che la base. La Patria è l'idea che sorge su quello; è il pensiero d'amore, il senso di comunione che stringe in uno, tutti i figli di quel territorio" (Giuseppe Mazzini)


Sono da poco terminati i festeggiamenti per il 62° anniversario della rapubblica italiana, momento sicuramente importante nella storia del nostro Paese, ma che, ahimè, è ancora troppo poco sentito dalla maggioranza degli italiani, almeno secondo un sondaggio pubblicato proprio ieri dal Corriere della Sera: un italiano su tre neanche è a conoscenza del significato di questa festa e inoltre, per il 45% della popolazione l'identità nazionale non conta assolutamente nulla.
Risalta particolarmente un dato di questa inchiesta: oltre alla presenza di persone con poco bagaglio culturale e disinteressati a temi politici e sociali, sorprende, a mio modo di vedere, la corposa presenza anche di giovani con meno di 24 anni completamente all'oscuro del valore di questa data e privi di un sentimento identitario forte, capace di creare comunità, unità, spirito di appartenenza.
Personalmente trovo questo un segnale preoccupante perchè ritengo che il senso di appartenenza ad una comunità, la capacità di sentirsi parte integrante di un progetto condiviso, l'adesioni a valori e sentimenti comuni, siano le fondamenta indispensabili per affrontare qualsiasi problematica, sia essa interna al Paese, ma anche e soprattutto esterna, come il confronto con altre culture, altri ideali e altri valori.
Per questo trovo, per esempio, fuori luogo associare a questa festa mobilitazioni che, per quanto importanti e condivisibili, sembra vadano tutte contro una parte, risultando parziali ed ideologiche: perchè la festa contro ogni nazismo e fascismo? Non sarebbe stato più completo renderla una festa contro tutte le dittature?Non è anche questo un ulteriore strumentalizzare per propri fini un momento che invece deve essere di tutti, percepito da tutti ugaulmente come l'inizio di un percorso unitario, democratico e civile? Con questo non voglio assolutamente giudicare chi ha fatto questo, mosso sicuramente da nobili sentimenti, ma credo sia evidente come il percorso per combattere inutili contrapposizioni ideologiche sia ancora lungo, nonostante l'impegno promosso da varie parti politiche.
Credo che sia indispensabile promuovere un impegno forte e deciso su due aspetti fondamentali: l'educazione, e in particolare la formazione dei giovani, attraverso un'educazione civica completa che sappia trasmettere conoscenze, ma anche responabilità e senso civico; amore per la patria, che non si tramuti in rifiuto delle diversità, ma che anzi attraverso la partecipazione e il confronto sappia trasmettere alle persone una sentimento di appartenenza e di attivismo nell'attuazione della "cosa pubblica".
Il passaggio da singole individualità a parti integranti di una comunità penso sia quello che feste di questo tipo vogliono sottolinearci, spingendoci tutti in una direzione indispensabile per crescere, sfidare con creatività i problemi di tutti, confrontarci con chi è altro da noi, ma non per questo portatore di paura e angoscia.

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